|
Battle of Marston Moor
by
http://www.slowleadership.org/blog/index.php?s=cavaliers
|
|
25 gennaio 2012
SE NON TI OCCUPI DI POLITICA LA POLITICA SI OCCUPERA’ DI TE. - T.P. FEDERAZIONE LIBERISTA
 
SE NON TI OCCUPI DI POLITICA LA
POLITICA SI OCCUPERA’ DI TE. - T.P. FEDERAZIONE
LIBERISTA
Se non ti occupi di politica la
politica si occupera’ di te, dei tuoi redditi, dei tuoi beni, della tua
famiglia, dei tuoi figli, della tua mente, della tua salute.
Noi crediamo che il superamento
della contrapposizione tra destra e sinistra, obsoleta, inutile e ingannevole
per il popolo, sia un nuovo liberismo marcatamente privatista, regolato tramite
forme evolute di democrazia diretta.
Noi siamo il Tea Party Federazione
Liberista. Da non confondere col Tea Party Italia. Rispetto al Tea Party Italia
non siamo né amici né nemici, siamo semplicemente un’altra cosa, ben diversa.
Crediamo che la gente comune debba essere avvicinata alla politica, invitata e
indotta a fare politica con liberalismo e cortesia, e non allontanata dalla
politica da scagnozzi e tirapiedi delle famiglie padrone, da odiosi
atteggiamenti di sufficienza e irrisione. Il cittadino, il lavoratore DEVE ,
nel suo interesse, occuparsi di politica, perché se lascia la politica in mano
alle famiglie padrone e ai loro lacchè fa il loro gioco, costoro lo
proletarizzeranno tramite tasse, inflazione, debito pubblico, spesa pubblica pilotata.
Per questo crediamo che i movimenti politici non debbano essere preconfezionati
dai poteri forti, calati dall’alto come una cappa che imprigioni e inganni le
menti dei cittadini canalizzando la protesta nel nulla, ma debbano invece
nascere spontaneamente dalla base, come i no tav o i comitati antimovida dei
residenti, ed essere ispirati da chi da anni si batte contro questo regime
lavacervelli, tiranno, predone e oppressore. Occorre far capire anche a coloro
col cervello lavato dalla propaganda “di sinistra” dei poteri forti, che nella
vita le uniche tutele che hai contro le famiglie padrone che vogliono
proletarizzarti e mantenerti servo sono la tua salute, la tua famiglia, la tua
proprietà privata, il tuo clan parentale, la tua rete di vere amicizie, la tua
comunità locale. Tutto il resto è contro di te, in primo luogo lo stato.
Non ci interessa essere
“ufficiali”, riconosciuti da qualche mass media di regime o da qualche potere
forte: l’ostracismo, l’irrisione o la non considerazione da parte dell’odioso e
odiato establishment massostatalista e antipopolare ci rafforzano
certificandoci come autentici mille volte di più di qualsiasi hosting da parte
di di soggetti inautentici e fregapopoplo.
Ci interessano poco le contingenze
politiche del momento. Non ci interessano personalismi, arrivismi e
carrierismi. Non ci interessa fare i portaborse, i leccapiedi del politico di
turno. I nostri scritti, i nostri interventi, le nostre conferenze dimostrano
che siamo liberisti da decenni, dalla nascita, da sempre, non pischelli
antipatici e arroganti che sognano la carriera politica. Non ci interessano
prebende e poltrone.
LA NOSTRA E’ PRIMA DI TUTTO UNA
BATTAGLIA CULTURALE.
I nostri grandi maestri sono noti:
Margaret Thatcher, Ronald Reagan, H. H. Hoppe, Von Hayek, Von Mises, Rothbard,
Jesus Huerta De Soto, Arthur Laffer, Milton Friedman, ma anche Giacinto Auriti,
Papa Leone XIII, Ghandi, i Classici del Liberismo da Bastiat a Smith, da
Ricardo a Menger. Valutiamo, con i dovuti distinguo ma anche con estremo interesse,
gli scritti di Fisiocratici e Mercantilisti, di Gianfranco Miglio, e di tutti i
contemporanei ( Maurizio Blondet, Paolo Franceschetti, Edoardo Longo, solo per
citarne alcuni ) che si battono per la libertà degli individui, delle famiglie,
delle comunità locali contro lo statalismo mondialista, la dottrina delle
famiglie padrone dei poteri forti. E non c’importa se questi autori vengono
considerati “di destra” o “di sinistra”. Non abbiamo pregiudizi e preclusioni,
e siamo pronti a collaborare con chiunque, fosse anche il più stalinista dei
comunisti, il più nazista dei fascisti, il più tradizionalista dei cattolici,
il più integralista degli islamici, il più anarchico degli antistatalisti, si
sta battendo contro questo regime mondialista che vuol asservire popoli e
famiglie ai suoi maligni e predatori disegni. Questo perché abbiamo il massimo
rispetto di tutte le opinioni altrui; non abbiamo nessun rispetto né timore
reverenziale verso i tiranni e i predoni, né tanto meno verso i loro tirapiedi,
specie quando costoro recitano, per ingannare il popolo, quel ruolo di
liberisti che spetta a noi in primis.
E il popolo sa giudicare: un
popolo informato saprà capire chi è in buona fede, chi si batte per il Bene e
chi per il male.

T.P. Federazione Liberista - Filippo Matteucci (Founder)
http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/
http://PropertyandMarket.ilcannocchiale.it/post/2694780.html
http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/Federalismo_Liberta.pdf
http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2011/11/11/la_patrimoniale_arricchisce_i.html
http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0
http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/06/29/piu-tasse-sui-nostri-risparmi-no-grazie/
www.ricorsi-autovelox.com/pagine.php?n=sistema_giudiziario_1
http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_natural-elites-italian.pdf
http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&IDArea=2&dateReview=03-02-2009&typeMenu=0&showMenu=true
http://riecho-economiaeliberta.blogspot.com/2011/12/quale-guerra-stiamo-combattendo.html
http://www.cartalibera.it/per-ripagare-senza-sacrifici-il-debito-pubblico-trasformiamo-l%E2%80%99italia-in-un-paradiso-fiscale-2290/
|
|
23 novembre 2011
LE EUROTASSE STANNO GETTANDO L’ITALIA IN UNA RECESSIONE IRREVERSIBILE
 
LE EUROTASSE STANNO GETTANDO L’ITALIA IN UNA
RECESSIONE IRREVERSIBILE
George Orwell: “Se la libertà
significa qualcosa, allora significa il diritto di dire alla gente cose che non
vuole sentire”.
Wolfgang Goethe: “In politica,
come sul letto di malattia, molta gente si gira da una parte e dall’altra,
pensando di trovare una posizione più comoda”.
John Stuart Mill: “Non possiamo
mai essere certi che l’opinione che tentiamo di soffocare sia falsa; e se ne
fossimo certi, soffocarla sarebbe ancora un male”.
POST
COLLECTION
ELEZIONI
POLITICHE 2013 : UN VOTO A FUTURA MEMORIA
Il Prof. Monti vuol mettere al centro della sua politica
l’Europa. Ma siamo tanto sicuri che rimanere nell’Unione Europea e nell’euro in
particolare sia l’interesse del popolo italiano? Già l’euro ci ha dimezzato il
potere d’acquisto e il valore dei risparmi. Ora Germania (col rifiuto egoistico
e testardo degli eurobond) e Francia, per difendere il LORO euro vogliono farci
ripagare in pochi anni il nostro debito pubblico, accumulato in oltre mezzo
secolo. Questo vuol dire per noi gente comune SEMPRE PIU’ TASSE, ci
ammazzeranno di tasse, gettando la nostra economia in una recessione
IRREVERSIBILE. Quando c’era la lira si era creato un equilibrio di
sopravvivenza: gli Italiani prestavano i soldi allo stato comprando BOT e CCT e
ricevendone in cambio un buon interesse, soldi che spendevano in consumi,
trainando l’economia. Al grosso debito pubblico si rimediava ogni tanto con una
svalutazione della lira, che faceva respirare le nostre industrie esportatrici.
Tutti sopravvivevamo. Allora dobbiamo chiederci: tutte queste tasse pazzesche
per rimanere nell’euro sono nell’interesse del popolo o nell’interesse di
oscuri poteri forti nostrani e internazionali, forse anti-italiani? Chi ci
governa, indipendentemente dal colore politico o da una non dimostrata
tecnicità, rappresenta il popolo o quei poteri forti antipopolari?
Un
suggerimento: prendete la vostra agendina portatile, o l’agenda di casa, o
fatevi un file sul pc, o prendete un foglio qualunque da conservare nella
scheda elettorale, e SEGNATEVI I NOMI E COGNOMI DI TUTTI QUEI PARLAMENTARI DI
PDL E LEGA favorevoli alle nuove tasse: quelli favorevoli AL RITORNO DELL’ICI
SULLA PRIMA CASA e/o ALLA PATRIMONIALE ,... nonché i traditori che hanno fatto
cadere Berlusconi.
Alle
prossime elezioni elettorali che si terranno al più tardi nel 2013, riandate a
vedere i loro nomi E NON VOTATELI, NON VOTATELI MAI PIU’.
Gli
elettori del centrodestra non vogliono una destra alla Sarkozy o alla Merkel o
alla Cameron, non vogliono una destra asservita a oscuri poteri forti
internazionali e anti-italiani, non vogliono una destra statalista, dirigista,
antidemocratica e tassaiola come la sinistra.
Gli
elettori del centrodestra vogliono un Reagan o una Thatcher, e non un Sarkozy o
una Merkel.
LE MISURE FISCALI IMPOPOLARI SONO QUELLE PRESE CONTRO IL
POPOLO
Il popolo sa riconoscere i suoi
nemici. Il popolo percepisce le cose come realmente sono. Vi ricordate la
bufala dell’inflazione “percepita” come maggiore dell’inflazione reale? No, il
popolo “percepiva” l’inflazione vera, non quella ufficiale e fasulla.
Ugualmente adesso vogliono farci sembrare serio, responsabile, quasi eroico chi
adotta misure fiscali IMPOPOLARI. No, chi adotta misure fiscali impopolari è
uno che ruba al popolo, alle famiglie, ai lavoratori, ai risparmiatori, per
dare ai ricchi, alla grande industria succhiasoldipubblici, al politburò, ai
ceti parassitari, a sindacati e corporazioni, alle parti “sociali” che non
rappresentano nessuno e che più antisociali non si può.
Ad ammazzare il popolo e
l’economia di tasse qualsiasi tiranno e predone è buono, non ci volevano tanti
professoroni e manager... Un’ulteriore tassazione affosserebbe in una
recessione irreversibile un paese che invece ha bisogno di uno sviluppo
selettivo e velocemente arricchente. Occorrono idee nuove che propongano uno
sviluppo intelligente, basato su ciò che l’Italia già ha di competitivo, senza
guardare in faccia a nessuno, tanto meno all’euro e all’Europa o ai padroni
nostrani succhiasoldipubblici; anzi, proprio questi ultimi sono stati e sono
tuttora i principali beneficiari della spesa pubblica grandemente finanziata
con quel debito statale accumulato in mezzo secolo che ora vogliono
criminalmente far ripagare a noi contribuenti sans pouvoir in cinque anni.
Una buona idea, da me proposta da
anni, è quella di RIPAGARE SENZA SACRIFICI IL DEBITO PUBBLICO TRASFORMANDO
L’ITALIA IN UN PARADISO FISCALE e turistico. Abbiamo TUTTO per farlo: storia, arte, clima, gastronomia, cultura, bellezze ambientali, nonché
le migliori banche, i migliori intermediari finanziari d’Europa e del mondo,
per divenire la residenza stabile e/o la meta turistica dei ricchi e dei
benestanti del mondo, e ciò può portarci ben più ricchezza di qualsiasi altra
tipologia di sviluppo economico. Per la crescita della ricchezza di ciascun
Italiano e dell’Italia tutta non è necessario che “qualcun altro” paghi più
tasse. Occorrono soluzioni tanto intelligenti quanto ovvie e
praticabili, come questa da me avanzata, e meno spesa pubblica, meno sprechi, e non più tasse a questo o a quello.
Nel frattempo dobbiamo tutelare le
nostre famiglie, i nostri figli, i nostri risparmi, le nostre proprietà, dallo
stato e dalle famiglie padrone dello stato. La protezione individuale è la
prima giustissima difesa, ma dobbiamo anche unirci, coalizzarci,
organizzarci... LORO sono uniti, coalizzati, ORGANIZZATISSIMI e molto furbi...
e vogliono tenerci divisi, atomizzati, senza la protezione della nostra
proprietà, della nostra famiglia, del nostro clan parentale, delle nostre
piccole comunità locali. Comportiamoci correttamente, probamente, cortesemente
con la gente comune, coi senza potere come noi. Non lasciamo che i nostri figli
vengano rincoglioniti da mode e abitudini attentamente studiate fin nei minimi
particolari per dividere e distruggere le nostre famiglie. Non litighiamo coi
nostri parenti, ma stiamo con loro in stretto contatto e aiutiamoci
reciprocamente. Famiglie divise sono famiglie deboli, facilmente derubabili dei
loro averi dallo stato e dalle famiglie padrone. Non litighiamo col nostro
vicino di casa, ma uniamoci a lui per controllare il condominio, invece di
lasciarlo nelle mani di qualche amministratore, magari di dubbia onestà. Non
deleghiamo, non lasciamoci amministrare...
Un vecchio slogan di sinistra,
eppure valido: el pueblo unido jamas sera vencido, neanche dai governi (non
eletti, non da noi votati) dei baroni universitari ovviamente keynesiani,
statalisti e tassaioli.
EQUITA’
FISCALE? MA QUANDO MAI...
Ma fatemi
il piacere! Il fisco è iniquo per sua natura.
Una mia
amica mi ha richiesto di dar voce alla sua protesta, paragonando la sua
situazione economica e (non) lavorativa a quella di una delle categorie
superprotette e sussidiate. Lascio parlare lei:
“Ho quasi
50 anni e dopo 19 anni di studio (comprese laurea e SSIS) sono una
professoressa precaria disoccupata, totalmente disoccupata da quando la Gelmini
ha obbligato i 30 alunni e più per classe, senza poter io più avere quelle
supplenze temporanee o part time che mi davano un minimo di speranza. Non ho
soldi né reddito, ho solo un appartamento lasciatomi in eredità dai genitori.
Ora questo Monti, che non ho votato, vuole farmi pagare l’ICI sul mio unico
bene, per giunta calcolato sulla base di rendite catastali urbane raddoppiate.
Chi mi dà i soldi per pagare tale nuova ulteriore tassa? Me li dà il Prof.
Monti, mio collega, lui sì ben retribuito? Ovviamente da questa nuova mazzata
fiscale sugli immobili verranno esentati i proprietari agricoli, come sempre. Costoro
da decenni hanno sempre beneficiato di sussidi, esenzioni fiscali quasi totali,
crediti agevolati o a fondo perduto. Ricordo quando l’UMA (Utenti Motori
Agricoli) elargiva loro la nafta per i trattori quasi gratis, e loro ci
mandavano il riscaldamento e le loro Mercedes. A me chi ha mai pagato la
benzina per recarmi a far scuola? Le rendite dominicali e agrarie dei catasti
terreni sono ridicole: grazie ad esse loro pagano, quando e se le pagano, IRPEF
e ICI ridottissime. In Umbria e nelle
Marche con la scusa del terremoto del ’97 hanno avuto ricostruiti a nuovo,
GRATIS (coi soldi miei!) abitazioni e annessi crollati 40 anni prima del
terremoto. Per non parlare delle quote PAC, una rendita di circa 300 euro per
ettaro, che l’Europa paga agli agricoltori prendendo i soldi da noi
contribuenti, a SOSTEGNO del reddito degli agricoltori stessi, come se ne
avessero bisogno! Chi mai ha sostenuto il MIO reddito? Hanno case – ville
pluripiano , finanziate con crediti agevolati e a fondo perduto, e sulle quali non
hanno mai pagato una lira di tasse in quanto “rurali”, hanno belle auto e
trattori air conditioned, vanno sempre a caccia e a ballare, e se ti accosti
alle loro proprietà per fare un pic-nic in campagna, non ti fanno nemmeno
avvicinare, minacciandoti di qualche fucilata o di bucarti le ruote (mi è
capitato!). Non provate poi ad acquistare un pezzetto di terra, magari per
farci l’orto. Ti si avventano contro
come vampiri con insulti e diritti di prelazione gli agricoltori confinanti, la
terra deve essere tutta e solo loro. La stessa coldiretti, cui mi ero rivolta
per informazioni sull’inizio di un’attività agricola (non sapendo più io
disoccupata cosa fare per vivere) mi ha dato in malo modo una risposta
riassumibile in ‘se non vieni da una famiglia di agricoltori che cosa vieni a
rompere?’
Allora
emerito remuneratissimo collega Prof. Monti, questa sarà la tua tanto
conclamata EQUITA’? Perché fai pagare l’ICI a me che non ho un soldo, e invece
non togli la rendita delle quote PAC ai SIGNORI agricoltori, che sono stati fin
troppo agevolati?”
Questo è
quanto domanda la mia amica Prof precaria disoccupata. E la sua obiezione è
giustissima, sacrosanta. Non dico di far pagare più tasse a qualcuno, agli
agricoltori, ma di ELIMINARE QUALSISI SUSSIDIO DI STATO questo sì, comprese le
scandalose quote PAC. Quanto sarebbe meglio se lo stato si occupasse, cosa che
non fa, di giustizia, ordine pubblico, difesa dei confini e di una sanità non
omicida, E BASTA, chiedendo in cambio poche e giuste tasse, invece di intervenire
nell’economia con provvedimenti distorsivi che tolgono ai poveri per dare ai
ricchi, foraggiando con sussidi, magari per comprare consenso, settori
clientelari, obsoleti e parassitari? L’intervento dello stato in economia, con
tasse, inflazione, spesa pubblica e debito pubblico, è sempre il contrario
dell’equità.
MENO
STATO, MENO TASSE, PIU’ EQUITA’, PIU’ LIBERTA’, PIU’ RICCHEZZA.
IN ARRIVO L’EUROBOLLO ECOLOGICO SULLE AUTO DEI
POVERI.
Dal 2014. L’ecologia, con la bufala del riscaldamento
globale, sta diventando uno dei principali pretesti per imporci ed estorcerci
ulteriori tasse.
Pensate che gli Inglesi non hanno
neanche più la libertà di accendersi un fuoco nel camino, perché il camino
rende la casa più inquinante e quindi soggetta a maggiori tasse! Sono stati
costretti a sostituire i camini con dei finti camini elettrici.
Ora vogliono tartassare le auto
vecchie, cioè le auto dei poveri, degli anziani, degli immigrati, di chi non ha
i soldi per arricchire ulteriormente gli AgnelliElkann e soci... Ma cosa
diavolo aspetta la gente a ribellarsi?!?
NO AL RITORNO DELL’ICI SULLA PRIMA
CASA
NO ALLA PATRIMONIALE
NO AL PRELIEVO – FURTO SUI CONTI
CORRENTI
SI A TAGLI DECISI E MASSICCI ALLA
SPESA PUBBLICA
L’esenzione ICI sulla prima casa
un’ANOMALIA? A me pare un’anomalia che io debba pagare ancora tasse sulla mia
abitazione comprata con i risparmi (tassati) e i sacrifici (tassati) di una
vita.
Caro Monti, ma chi sei, ma chi ti
ha votato?
Per ammazzare il popolo e
l’economia di tasse qualsiasi tiranno e predone è buono, non ci volevano tanti
professoroni e manager...
Il grosso della spesa pubblica va
a finire nelle tasche dei ricchi e dei ricchissimi, dei padroni dello stato e
dei loro lacchè, e di chi vende loro il consenso per qualche briciola o
elemosina di assistenzialismo.
La spesa pubblica va nelle tasche delle famiglie padrone,
dei ceti parassitari, delle categorie iperprotette, di corporazioni e sindacati
che rappresentano solo se stessi, che non sono “parti sociali” ma
organizzazioni parassitarie e antipopolari.
Siamo stufi di mantenere coi
NOSTRI soldi parassiti di ogni genere, dalla grande industria assistita ai suoi
lacchè del politburò, ai milioni di dipendenti pubblici che ci danno il solo
servizio di romperci l’anima intralciando il libero mercato, di pagare noi il
sostegno al reddito dei contadini (quote PAC = rendita) e le consulenze d’oro
delle regioni.
Per sviluppare l’economia occorre
liberarla dalla predazione fiscale e contributiva, e da tutti i vessatori
obblighi normativi, burocratici e amministrativi.
Chi si azzarda oggi a
intraprendere un’attività produttiva, sapendo che dovrà pagare immediatamente
migliaia di euro ai vari inutili INPS, INAIL, ecc. , che metà del costo dei
dipendenti consisterà in tasse e contributi, e che buona parte del suo profitto
se lo papperanno le famiglie padrone di questo stato che nessuno vuole, eccetto
chi ci mangia sopra, sulle spalle dei ceti produttivi.
LO STATO NON DEVE FARE... meno lo
stato fa meglio sta il popolo; lo stato non risolve i problemi del popolo,
glieli crea...
PAGARE PIU’ TASSE OGGI VUOL DIRE
PAGARNE ANCORA DI PIU’ DOMANI: dare soldi a chi ha il potere di tassarti vuol
dire far aumentare ancora il suo potere, così il tiranno predatore, domani,
ancora più potente grazie ai TUOI soldi, che TU imbelle gli hai dato senza
reagire, potrà tassarti ancora di più, fino a proletarizzare e schiavizzare te
e la tua famiglia, facendoti dipendere dall’assistenza dello stato.
Il debito pubblico, comincino a
pagarlo i ceti parassitari, quelli che per decenni hanno vissuto sulle tasse
pagate da noi e sui debiti che facevano contrarre allo stato e che ora vogliono
far ripagare a noi.
Le borse mondiali oggi vanno giù,
domani vanno su, questo è il loro NORMALE divenire, le perdite di oggi si trasformeranno
nei guadagni di domani, borse basse sono un’ottima occasione per investire, i
periodi di calo in borsa non sono mai preoccupanti e SONO SEMPRE REVERSIBILI.
INVECE LE TASSE UNA VOLTA MESSE
NESSUNO LE TOGLIERA’ MAI PIU’, una volta aumentate nessuno le diminuirà mai
più. BISOGNA AVER PAURA DELLE TASSE, NON DELLE BORSE. Nell’ultimo secolo di
“riformismo”, la pressione fiscale non ha fatto altro che salire, depredando i
cittadini, i lavoratori, le famiglie, squilibrando il mercato, soffocando l’economia,
distorcendo la libera concorrenza, foraggiando apparati pubblici clientelari,
parassiti e vessatori. L’economia è strangolata da tasse, contributi
previdenziali obbligatori, inflazione, vessazioni burocratiche e
amministrative.
Oggi, se vogliamo rimanere un
paese produttivo, libero e democratico, dobbiamo assolutamente invertire tale
tendenza, seguendo fedelmente un unico semplice principio: nessuna nuova tassa
deve essere creata, nessuna tassa esistente deve essere aumentata, tutte le
tasse esistenti devono essere diminuite o, se possibile, abolite. Meno spesa
pubblica e meno sprechi, e non più tasse a questo o a quello.
FATECI VOTARE!
LADRI DI DEMOCRAZIA, LADRI DI
SOLDI ALTRUI.
Filippo
Matteucci - Economista
Tea Party Federazione Liberista (Founder)

http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/
http://PropertyandMarket.ilcannocchiale.it/post/2694780.html
http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/Federalismo_Liberta.pdf
http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/2011/11/11/la_patrimoniale_arricchisce_i.html
http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0
http://www.agoravox.it/Per-il-bene-di-tutti-la-tassazione.html
http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2011/06/29/piu-tasse-sui-nostri-risparmi-no-grazie/
www.lewrockwell.com/paul/paul334.html
www.ricorsi-autovelox.com/pagine.php?n=sistema_giudiziario_1
http://www.hanshoppe.com/wp-content/uploads/publications/trans/hoppe_natural-elites-italian.pdf
http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&IDArea=2&dateReview=03-02-2009&typeMenu=0&showMenu=true
http://www.rischiocalcolato.it/2011/11/giuliano-melani-italiani-fate-uno-sforzo-comprate-il-debito-dell%E2%80%99italia.html
http://www.cartalibera.it/per-ripagare-senza-sacrifici-il-debito-pubblico-trasformiamo-l%E2%80%99italia-in-un-paradiso-fiscale-2290/
“Le
proposte di Filippo Matteucci nella loro cinica freddezza offrono una
prospettiva realistica alla soluzione dei problemi italiani.
Nella
palude di moralismo ideologico spesso foriero di danni peggiori del male che si
propongono di curare, rappresentano una eccezione che proprio per la sua
razionale efficacia non verrà adottata ma anzi irrisa o ignorata.” (Walter Monici)
|
|
17 settembre 2011
TASSE SUL RISPARMIO E LIBERISMO

TASSE SUL RISPARMIO E LIBERISMO
LO STATO NEMICO DEI CETI PRODUTTIVI
Lo stato non è un soggetto ma uno strumento nelle mani delle famiglie padrone contro il popolo: LO STATO NON DEVE FARE... meno lo stato fa meglio sta il popolo; lo stato non risolve i problemi del popolo, glieli crea...
Non capisco la follia di coloro (vedi quelli di sinistra) che pur riconoscendo che lo stato è uno strumento delle famiglie padrone CONTRO IL POPOLO, a tale strumento vogliono dare più poteri e più tasse.
Non c'è alcuna differenza tra una destra statalista e una sinistra socialcomunista statalista: sono entrambe CONTRO IL POPOLO e serve dei dominanti del momento. Chi è IL POPOLO? Tutti coloro che, indipendentemente dal loro livello di ricchezza, NON HANNO POTERE, non possono cioè usare lo stato, il fisco, l'emissione di moneta per imporre agli altri prestazioni patrimoniali o fisiche. Tasse, contributi previdenziali obbligatori, inflazione, debito pubblico, spesa pubblica, vessazioni burocratiche e normative sono tutti STRUMENTI DELLA NUOVA SCHIAVITU'.
TRADIMENTO DEL MANDATO ELETTORALE
Questa maggioranza era stata votata e deputata a governare dai cittadini per ridurre le tasse e tagliare la spesa pubblica. Ora sta alzando tasse e spesa pubblica, in particolare accanendosi sui risparmiatori (già tartassati dall’inflazione), tradendo il mandato, e deve essere mandata a casa. Questo governo non si limita a enunciazioni e propositi, questo governo le riforme contro il popolo le fa davvero. Pensate alla epocale mazzata fiscale sul risparmio, finalizzata al blocco della mobilità sociale: prevista trent’anni fa nel programma “Rinascita democratica” della P2, negli ultimi sei anni pervicacemente richiesta dagli stessi poteri forti contro i loro competitors immobiliaristi e speculatori finanziari, realmente attuata solo da questo governo quest’anno quale obbediente resa ai poteri forti medesimi.
Quali rimedi anticrisi questo governo escogita, magari in combutta con le parti "sociali"? Ma cosa hanno di "sociale" costoro? Rappresentano il popolo o se stessi? Rubare soldi alle famiglie tartassando i risparmi per finanziare infrastrutture (autostrade e tav) che rovinano la vita e le proprietà di altre famiglie.
Cosa ha di liberista questo governo? Esistono Tea Party italiani che non siano delle buffonate o dei sindacati gialli, raccattavoti per un centrodestra zombie? Negli stati uniti i TEA PARTY hanno condizionato l'accordo repubblicani - democratici sulle misure economiche: ovvero SOLO TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA E NIENTE TASSE.
Da mesi propongo una Federazione Liberista dei Tea Party Italiani, qualcosa di concreto, invece delle solite chiacchiere o di velleitarie utopie: non vi potrebbe essere momento politico migliore.
I RISPARMI VANNO IN FUMO? TARTASSIAMO I RISPARMI!
Le borse mondiali crollano provocando ingenti perdite agli investitori, bruciando i risparmi di famiglie, lavoratori, anziani, l’economia è strangolata da tasse, contributi previdenziali obbligatori, inflazione, vessazioni burocratiche e amministrative e... quali misure vengono prese dai nostri governanti e dai loro padroni?
Il RADDOPPIO DELLA TASSAZIONE SULLE RENDITE FINANZIARIE , ovvero sui risparmi di famiglie, lavoratori e anziani!
All’idiozia (predatoria) non c’è limite!
Ma quando mai un’economia così depredata e tiranneggiata riuscirà a sopravvivere? E nessuno fa nulla...L’attacco fiscale ai risparmi è un’occasione politico – ideologica da non perdere
Il risparmio è lo strumento principale attraverso il quale una famiglia può iniziare a costruirsi un capitale privato.
Uccidere fiscalmente il risparmio per indurre le famiglie a sperperare i loro patrimoni in consumi inutili o dannosi vuol dire uccidere la MOBILITA' SOCIALE.
Bloccare la mobilità sociale vuol dire che le famiglie di ricchi rimarranno ricche e le famiglie dei poveri rimarranno povere.
Ed è proprio questo che vogliono, fin dai tempi della P2: non sotto la costrinzione di crisi contingenti o della "speculazione" mondiale, ma programmato e pervicacemente perseguito da decenni, com'è nel loro stile.
Berlusconi e Tremonti li hanno accontentati, TARTASSANDO I RISPARMI DELLE FAMIGLIE.
ASSENZA DI RAPPRESENTANZA POLITICA DEI LIBERISTI
In giro vi e’ un malessere, un disgusto diffuso, causato dall’inusitato attacco fiscale al risparmio delle famiglie, dei lavoratori, degli anziani. La depredazione fiscale del risparmio segna la morte politica del PdL e di Berlusconi. Il PdL implodera’ alle prossime elezioni frammentandosi e la Lega perdera’ fortemente consensi. Questo suicidio politico costituisce un’occasione d’oro per tutti quei movimenti politico-economici liberisti, liberali, libertarian che condividono la regola meno stato, meno tasse, piu’ mercato, piu’ ricchezza. Occorre verificare se tra i liberisti vi sono soggetti che hanno l’intelligenza, la capacita’ e la tempestivita’ per girare a proprio favore tale diffuso malcontento tra gli elettori.
Dopo che il centrodestra ha tradito liberi professionisti e risparmiatori, chi rappresenta e difende politicamente liberi professionisti e risparmiatori? I governi, i poteri forti, il politburò sembrano tutti invasati da un'ORGIA FISCALE E VESSATORIA senza freno: infatti non trovano nessuna resistenza nella loro predazione fiscale e nell'imposizione di misure vessatorie e illiberali, in particolare contro gli autonomi, contro le partite iva.
ATTACCO AL RISPARMIO POPOLARE
Berlusconi e Tremonti: raddoppio dell’imposta sostitutiva sui rendimenti del risparmio e superbollo sui depositi titoli (una volta il superbollo si metteva sulle auto di lusso o inquinanti, oggi è stato messo sui risparmi delle famiglie...). Merkel e Sarkozy: tassa sulle transazioni finanziarie. Bersani: imposta patrimoniale...
AI POTERI FORTI NON PIACE IL RISPARMIO POPOLARE.
Il risparmio dà chance di mobilità sociale e di ricambio delle elite, e i poteri forti non vogliono essere ricambiati o rottamati. Immobiliaristi e speculatori finanziari possono essere solo loro, non il popolo. Loro possono speculare su azioni e immobili dalle loro società e residenze estere senza pagare una lira di tasse. Il popolo non deve speculare, deve rimanere popolo, incapace e ottuso, al massimo col solo necessario per sopravvivere. Questa è la democrazia e la libera concorrenza che vogliono i poteri forti.
Tutto ciò che è OBBLIGATORIO è contro il popolo (altrimenti non sarebbe obbligatorio): tasse, contributi pseudoprevidenziali, formazione ecc.. QUESTO E' IL NUOVO SCHIAVISMO.
Il vero PROBLEMA è perché il popolo rincoglionito da stadi, movida, discoteche, offerte dei centri commerciali, sesso, musica, notti bianche ecc. NON SI RIBELLA?
Certo è più facile farsi una canna o una dose o la mina del sabato sera che organizzarsi e ribellarsi.
I liberisti (molti e divisi) dovrebbero trovare un'intesa comune su pochi punti programmatici che li uniscano, e smetterla di dividersi e litigare su delle quisquilie.
Ovvio che qualsiasi movimento e federazione liberista dovrebbe essere amministrato secondo i principi della democrazia turnaria, ovvero con rotazione delle cariche rappresentative, altrimenti non sarebbe un'associazione veramente democratica, ma solo l'ennesima replica dei movimenti politici esistenti fregapopolo.
Hanno annientato i piccoli commercianti a favore della grande distribuzione, i piccoli artigiani a favore delle grandi catene di assistenza, i piccoli calzaturieri a favore degli amici dei salotti buoni... ecc.
Nel 2005 iniziò l'annientamento ope judicis et aerarii di immobiliaristi e investitori finanziari, ora tocca agli avvocati: normale no?
Sono progetti di annientamento, proletarizzazione e schiavizzazione portati avanti da decenni: il raddoppio delle tasse sulle rendite finanziarie (= risparmi delle famiglie dei lavoratori) era nel programma di Rinascita Democratica della P2 di 30 anni fa: oggi la manovra Tremonti e conseguente riforma fiscale la sta attuando.
COLPIRE LE FAMIGLIE CHE RISPARMIANO DISTRUGGE L'ECONOMIA
TAX HEAVENS: ce la vedete la famiglia media italiana che si trasferisce a Labuan o alle Barbados? Eleggere chi? Chi rappresenta oggi i liberisti? Berlusconi e Tremonti hanno tradito. E poi le pressioni internazionali hanno dimezzato i paradisi fiscali: quelli ancora esistenti per quanto tempo rimarranno tali? Saranno sempre più ad uso esclusivo delle famiglie padrone degli stati e delle multinazionali. E’ a casa nostra che dobbiamo combattere ideologicamente e politicamente. Altrimenti sono solo chiacchiere
Colpire i possessori di redditi finanziari e da risparmio tramite bassi tassi di interesse, ovvero tassi di interesse reali - al netto d'inflazione - NEGATIVI, o con il raddoppio della tassazione sulle rendite finanziarie, o con i superbolli sui depositi titoli, o con la iettatoria tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie, DISTRUGGE L'ECONOMIA, anche se fa comodo ai poteri forti...
Confrontate questi articoli:
http://finance.yahoo.com/news/Low-rates-squeeze-savers-and-apf-3139420642.html?x=0
http://www.societalibera.org/it/documdi/documdi_20050929_matteucci.html
http://cromwell.ilcannocchiale.it/2011/02/27/mario_draghi_e_i_tassi_di_inte.html
http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2011/forex-26022011/Draghi_260211.pdf http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/
CAPIRE LA MANOVRA FISCALE DI TREMONTI
Io introdurrei nei piani di studio di scuole e università la materia SCIENZA DEL POTERE: cos’è il potere, chi ce l’ha, come lo si consegue, come lo si mantiene, come lo si gestisce, con quali strumenti e procedure... Il punto focale di questa manovra è L'ACCANIMENTO FISCALE SUL RISPARMIO DELLE FAMIGLIE (raddoppio dell'imposta sui rendimenti del risparmio e superbollo sui depositi titoli), evidentemente connesso alla tassazione delle transazioni finanziarie tanto voluta da Merkel e Sarkozy e dai loro burattinai. TUTTI GLI ALTRI PUNTI DELLA MANOVRA SONO, SOTTO IL PROFILO DELLA CONOSCENZA DEL POTERE, SECONDARI. L'attacco fiscale a quel risparmio che è il MOTORE DELLA MOBILITÀ SOCIALE E DEL RICAMBIO DELLE ELITE, è stato programmato (P2) e pervicacemente portato avanti da decenni, per scopi ben precisi di mantenimento del potere, che vanno ben al di là del racimolare 4 centesimi per l'erario. Capire questo evento EPOCALE è fondamentale per capire i rapporti di potere in Italia e in Europa.
Filippo Matteucci Economista Privatista
http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/
|
|
16 agosto 2011
TEA PARTY FEDERAZIONE LIBERISTA

TEA PARTY FEDERAZIONE LIBERISTA
http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/
MENO STATO, MENO TASSE, MENO SPRECHI, MENO PARASSITI, MENO LADRI.
PIU’ MERCATO, PIU’ RICCHEZZA, PIU’ MERITO, PIU’ LIBERTA’
Nell’ultimo secolo di “riformismo”, la pressione fiscale non ha fatto altro che salire, depredando i cittadini, i lavoratori, le famiglie, squilibrando il mercato, soffocando l’economia, distorcendo la libera concorrenza, foraggiando apparati pubblici clientelari, parassiti e vessatori. L’economia è strangolata da tasse, contributi previdenziali obbligatori, inflazione, vessazioni burocratiche e amministrative.
Oggi, se vogliamo rimanere un paese produttivo, libero e democratico, dobbiamo assolutamente invertire tale tendenza, seguendo fedelmente un unico semplice principio: nessuna nuova tassa deve essere creata, nessuna tassa esistente deve essere aumentata, tutte le tasse esistenti devono essere diminuite o, se possibile, abolite. Meno spesa pubblica e meno sprechi, e non più tasse a questo o a quello.
Lo stato non è un soggetto ma uno strumento nelle mani delle famiglie padrone contro il popolo: LO STATO NON DEVE FARE... meno lo stato fa meglio sta il popolo; lo stato non risolve i problemi del popolo, glieli crea...
Il centrodestra era stato votato e deputato a governare dai cittadini per ridurre le tasse e tagliare la spesa pubblica. Ha alzato tasse e spesa pubblica, in particolare accanendosi sui risparmiatori (già tartassati dall’inflazione), tradendo il mandato. Non c'è alcuna differenza tra una destra statalista e una sinistra socialcomunista statalista: sono entrambe CONTRO IL POPOLO e serve dei dominanti del momento. Chi è IL POPOLO? Tutti coloro che indipendentemente dal loro livello di ricchezza, NON HANNO POTERE, non possono cioè usare lo stato, il fisco, l'emissione di moneta per imporre agli altri prestazioni patrimoniali o fisiche. Tasse, contributi previdenziali obbligatori, inflazione, debito pubblico, spesa pubblica, vessazioni burocratiche e normative sono tutti STRUMENTI DELLA NUOVA SCHIAVITU'
Se vogliamo una rappresentanza politica dei liberisti, dobbiamo farcela da noi, e secondo nuovi criteri di democrazia diretta. Altrimenti, se i vari gruppuscoli liberisti o pseudo liberisti, ciascuno con qualche capetto che pensa di conoscere e capire cos’è il potere, e magari spera in qualche poltroncina con rendita da sottobosco governativo, si trasformano in sindacati gialli, dovremo rassegnarci a fuggire all’estero o a lasciarci scorticare dalle tasse, ingrassando parassiti, tiranni e predoni.
Eppure la galassia liberale, liberista e libertarian è vasta e presenta soggetti interessanti: la Confcontribuenti di Pacor, il Movimento Libertario di Facco, la FAES Federazione Anti Estorsione di Stato, il nuovo PLI, l’UpL, la componente liberista del PR, ecc. Tutte queste iniziative, pur lodevolissime in sé, mancano però, prese singolarmente, di consensi e visibilità, e quindi sono di fatto inefficaci. Sono anche pressoché ignorate dalla stampa di regime, la quale ha invece preso a pubblicizzare gruppi che si ispirano ai Tea Party USA: il fatto stesso di essere citati dai massmedia di regime, unitamente alla presenza in essi di politici di professione riciclati, mi fanno dubitare dell’autenticità di questi ultimi.
Solo una Federazione di più soggetti liberisti autentici, basata su un programma minimo comune, può farsi avanti come soggetto credibile e autentico nel non credibile teatrino della politica nel quale oggi si mente per ingannare il popolo. Chi recita il ruolo del liberista, chi fa finta di difendere i proletari, chi dice di rappresentare i lavoratori, le piccole e medie imprese, i commercianti, i consumatori... E INTANTO LE TASSE AUMENTANO, AUMENTANO SEMPRE...
Eppure il potenziale bacino elettorale di un messaggio liberista, privatista, paleolibertario è enorme: il 50% degli elettori che schifiti dalla politica non va più a votare, cui aggiungere quel 20% ingannato dagli improbabili movimenti senza valori, apparentemente guidati da arruffapopolo giullari, che dicono di voler combattere la casta ma dalla casta stessa, dalle famiglie padrone sono creati e manovrati per canalizzare la protesta nel nulla.
I Tea Party devono invece nascere dalla base, come i no tav o i comitati antimovida dei residenti, ed essere ispirati da chi da anni si batte contro questo regime lavacervelli, tiranno, predone e oppressore. Occorre far capire anche a coloro col cervello lavato dalla propaganda “di sinistra” dei poteri forti, che nella vita le uniche tutele che hai contro le famiglie padrone che vogliono proletarizzarti o mantenerti servo sono la tua salute, la tua famiglia, la tua proprietà privata, il tuo clan parentale e la tua rete di vere amicizie. Tutto il resto è contro di te, in primo luogo lo stato.
Un avviso: prima di aderire a qualsiasi movimento politico di protesta, GUARDATE BENE CHI C'è DIETRO. I veri movimenti di protesta nascono solo dal popolo, dalla base. Gli altri sono SINDACATI GIALLI. Se vedete che politici di professione si appropriano dei movimenti di protesta, diffidatene. I politici della CdL che , sicuri di essere trombati alle prossime elezioni, tentano di riciclarsi come antistatalisti e antitasse (dopo aver votato la manovra di aspen tremonti ammazzarisparmiatori...) stanno a noi Liberisti DOC come la Palin sta a Ron Paul. NESSUN POLITICO CHE HA RICOPERTO CARICHE ELETTIVE O DI PARTITO DEVE ESSERE RICANDIDATO o votato. Coloro che li rimettono a galla non sono autentici movimenti liberisti e antistatalisti.
Aggiungo in fine che il messaggio Paleolibertario e Privatista è perfettamente compatibile col Conservatorismo e con la visione Cristiano - Cattolica Tradizionalista. Entrambe tali posizioni sentono come usurpatorio, predatorio e vessatorio l’intervento di uno stato, visto come nemico, nella sfera privata e familiare. Evidenzio ciò al fine di allontanare inutili radicalismi che ci alienerebbero quella parte di consensi senza portarci vantaggio alcuno.
Ho creato questo gruppo TEA PARTY su Facebook tendenzialmente BASATO SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA TURNARIA con l’idea di condividerlo coi miei friend liberisti e antistatalisti DOC: chi vuole può aderire; se ci sono sufficienti adesioni vediamo cosa possiamo fare. Il gruppo non è in concorrenza ma al contrario può anche fondersi con altri gruppi liberisti esistenti, purché sia provato che non costituiscano quella sorta di sindacati gialli di cui ho parlato sopra...
http://www.facebook.com/groups?%2F104254476309818%2F#!/groups/104254476309818/ Se hai problemi coi link al gruppo Facebook, cerca su Facebook " TEA PARTY - FEDERAZIONE LIBERISTA "
|
|
26 giugno 2011
PIU' TASSE SUI TUOI RISPARMI? NO, GRAZIE
RISPARMIO E FISCO. EFFETTI DI UN
AUMENTO DELLA TASSAZIONE SUI REDDITI FINANZIARI DELLE PERSONE FISICHE.
Il
termine “rendita” nelle scienze economiche ha tutt’altro significato, definisce
il guadagno che deriva dalla proprietà della terra. Oggi tale termine viene
usato volutamente in modo errato e ipocrita per suggerire l’idea che i
percettori di redditi finanziari, i risparmiatori, siano dei ricchi parassiti
immersi nell’ozio, che vivono, appunto, “di rendita”, e non producono nulla. La
realtà è ben diversa. Chi oggi non dedica tempo, lavoro, energie e soldi nella
personale ricerca del miglior investimento finanziario, e investe a caso, sicuramente
non sta guadagnando niente, anzi sta rimettendoci. Chi si affida alla gestione
altrui non arricchisce, ma fa arricchire il gestore. Se oggi si vuole tirare
fuori dagli investimenti finanziari qualche euro, occorre divenire dei trader,
almeno a livello semiprofessionale. Il lavoro di investimento finanziario è un
lavoro durissimo, senza orari né ferie, ad altissimo rischio (soprattutto in
Italia, dove sono carenti o inesistenti delle reali protezioni per i
risparmiatori), lavoro che richiede una preparazione e un impegno enormi,
continui, impensabili.
Perché
allora si continua ad usare l’errato termine “rendite”, dipingendo i
risparmiatori come ricchi oziosi, come parassiti da tartassare? La risposta è
molto semplice: tutto il gran parlare che si fa, tutta la manfrina sulle
“rendite” finanziarie, è opera di certi industriali i quali mirano a pagare
meno tasse e a tassare di più gli altri Italiani.
Esaminiamo innanzitutto
sinteticamente quali sono i redditi da investimento finanziario,
DIVIDENDI: parte degli utili di
una società distribuita agli azionisti. Il risparmiatore che investe
acquistando azioni di una società diviene comproprietario pro quota di quella
società.
PLUSVALENZE o CAPITAL GAINS: differenza tra il prezzo di
acquisto e quello di vendita di uno strumento finanziario, azione,
obbligazione, future, ecc.. Il risparmiatore, con un difficile lavoro di
trading, cerca di guadagnare sulla differenza di prezzo, rischiando però molto
seriamente di perdere.
INTERESSI: remunerazione del
capitale prestato. Il risparmiatore, investendo in (cioè comprando)
obbligazioni (bond) emesse o da stati (BTP, BOT, Bund…) o da società private
(corporate), presta loro soldi, rischiando di non riaverli indietro (bond
Cirio, bond argentini), e in cambio riceve un interesse. Non rendono più quasi
nulla, invece, depositi e conti correnti, anzi questi ultimi spesso generano
costi netti per il correntista.
In tutti e tre i tipi di redditi
finanziari ora visti, vi è un guadagno reale solo se a fine anno
l’accrescimento monetario dei soldi del risparmiatore è superiore alla perdita
di valore, di potere d’acquisto dei soldi stessi, cioè se è superiore
all’inflazione effettiva; altrimenti c’è una perdita reale (o rendimento reale
negativo). In questi ultimi anni i guadagni monetari sono stati e sono tuttora
nettamente inferiori all’inflazione effettiva, quindi i risparmiatori stanno
perdendo soldi; questo ha generato la corsa all’acquisto degli immobili, con
conseguente bolla speculativa immobiliare.
L’aumento
della tassazione sui risparmi dei cittadini è iniquo, ottuso e controproducente per lo sviluppo del paese perché:
1. i possessori di grandi patrimoni mobiliari (tra cui molti di quegli
industriali che oggi chiedono a gran voce di tartassare i risparmi) non
verranno minimamente scalfiti da tale aumento della tassazione sui redditi
finanziari, in quanto costoro o hanno già la residenza fiscale all’estero, o
hanno messo in atto escamotage di fiscalità internazionale, quali i trust
offshore, per cui già oggi non pagano all’Italia un centesimo di tasse su tali
grandi capitali mobiliari, né l’Italia può e potrà fare nulla contro di loro;
l’aumento della tassazione sui redditi finanziari mira a colpire quindi solo i
piccoli e medi risparmiatori e trader;
2. i risparmiatori sono stati i
più svantaggiati nella redistribuzione del reddito degli ultimi anni, tra
rendimenti reali negativi, crollo della new economy, crisi dei subprime, crack
di società quotate (Parmalat, Cirio, Ferruzzi…), crollo dei titoli bancari e
assicurativi; nel contempo i prezzi degli immobili, anche delle più scassate
bicocche, sono saliti alle stelle gonfiati dai tassi ai minimi del secolo;
3. il risparmio è denaro, moneta,
e come tale è soggetto ad inflazione, cioè a perdita di potere di acquisto,
ovvero a perdita di valore. Questa perdita di valore va a favore dello stato,
uno stato debitore in quanto è lui che emette tale moneta. Quindi l’inflazione
è una tassa, come ben sanno anche i sedicenni che studiano ragioneria.
Tutti sperimentiamo quotidianamente che in Italia c'è un'inflazione ben
superiore a quella ufficialmente dichiarata dall'ISTAT;
4. decine di migliaia di
risparmiatori nei decenni scorsi hanno ripopolato Svizzera, Montecarlo e
Austria, fuggendo dall’Italia, portando via i loro sudati soldi anche quando il
farlo costituiva reato, pur di difenderli e salvarli; far fuggire anche gli
ultimi rimasti sicuramente non aiuta l’Italia a risalire la china dello
sviluppo economico. Se verrà elevata l’aliquota sui redditi finanziari l’Italia
avrà perso per tali risparmiatori l’ultima attrattiva che le era rimasta. Di
paradisi fiscali sparsi per il mondo (o neanche troppo lontani) che li
aspettano a braccia aperte, e già pieni di Italiani, ne trovano quanti ne
vogliono. E gli anni '60 e '70 hanno
ampiamente dimostrato che i capitali in fuga non possono essere fermati;
5. in Italia i redditi da risparmio costituiscono
comunque, se non altro a livello psicologico, una parte consistente del potere
d’acquisto e di consumo delle famiglie; la diminuzione di tali redditi,
annientati dalla tenaglia bassi rendimenti – aumento della loro tassazione, ha
devastanti effetti depressivi su economia e consumi, innestando una spirale di
stagnazione che può durare decenni, come è successo in Giappone;
6. la fuga dagli investimenti finanziari spingerebbe la gente ad
investire ancora di più in immobili, e quindi causerebbe aumento dei prezzi
degli immobili già ora insostenibili;
7. a livello di Scienza delle
finanze, il beneficio per l'erario derivante dall’aumento della tassazione sui
redditi finanziari è miserabile, irrisorio, con più svantaggi che
vantaggi, mentre ne è ben chiara la creduta valenza
politico-demagogica, oltretutto nettamente obsoleta in relazione
all'attuale composizione del patrimonio della maggioranza degli Italiani: tutti
gli Italiani hanno qualche risparmio;
8. chi ha risparmi da investire in strumenti finanziari, ha tali
risparmi perché ha messo da parte una quota dei suoi redditi: redditi già
tassati dall’imposta sul reddito nei periodi fiscali in cui sono stati
percepiti; i risparmi sono quindi reddito già tassato;
9. i dividendi, in quanto utili societari, sono già tassati in capo
alla società, la quale li distribuisce al netto dell’imposta societaria ai
risparmiatori-azionisti, i quali poi, nuovamente, pagano l’imposta sostitutiva
su di essi; i dividendi sono quindi già
doppiamente tassati;
10. le plusvalenze e gli interessi sono guadagni per chi li percepisce,
ma perdite per chi li paga: il saldo finale per l’intera economia è zero, non
vi è valore aggiunto assoggettabile equamente a tassazione, né motivi equi per
cui il fisco si intrometta tra chi perde e chi guadagna;
11. se certi industriali italiani
(e occidentali in generale) non sono buoni a fare profitti non è per il carico
fiscale che subiscono, di fatto bassissimo: l’aliquota del 33% sul reddito
d’impresa è fittizia, visto che si applica non su tutto il reddito, ma solo sul
reddito imponibile, e qualsiasi commercialista è in grado di decimare
l’imponibile del reddito d’impresa. Le aliquote sui redditi finanziari, invece,
si applicano su tutto il reddito, fino all’ultimo centesimo, non essendovi
alcuna possibilità di dedurre costi e spese dall’imponibile. Quindi il
paragonare l’aliquota del 33% del reddito d’impresa a quella del 12,5% sui
redditi finanziari o è poco intelligente o è, più plausibilmente, ipocrita e
pretestuoso. Il vero problema, insormontabile, è che il costo del lavoro
italiano è dieci volte quello cinese o indiano;
12. per i risparmiatori le perdite
finanziarie (minusvalenze) sono deducibili dal reddito imponibile solo per
quattro anni, quando i cicli economici e di borsa durano ben più di quattro
anni. Esemplificando molto, se nell’arco di dieci anni il risparmiatore ha
guadagnato 10 e perso 20, con un risultato finale netto negativo (perdita) di
–10, ha comunque buone probabilità di pagare tasse come se avesse guadagnato +5
(può sembrare assurdo, ma è così, questa è la legge in vigore);
13. il risparmio è il principale
mezzo per la mobilità sociale. Le famiglie meno agiate possono sperare di
elevarsi dalla loro posizione sociale semiservile solo mettendo da parte
risparmi e costruendosi pian piano un proprio patrimonio familiare. Tassare il
risparmio delle famiglie, dei lavoratori, vuol dire condannarli a una
semischiavitù permanente.
Ricordo infine che la nostra
Costituzione agli articoli 42 e 47 tutela la proprietà privata degli immobili e
il risparmio in tutte le sue forme.
Nessuna tassa è a favore del
popolo, tutte le tasse sono contro il popolo. La via maestra è ridurre sprechi e spese, meno stato e più mercato, e non
più tasse a questo o a quello.
Filippo Matteucci
Economista
|
|
27 maggio 2011
ELEZIONI: QUANDO SI VUOL PERDERE
ELEZIONI: QUANDO SI VUOL PERDERE
Milano, la Moratti sotto Pisapia.
I mass media di regime nulla ci hanno detto della rivolta dei cittadini contro
la movida, delle manifestazioni e degli scontri. I residenti vogliono che venga
rispettato il loro diritto al riposo notturno, a poter dormire di notte in casa
propria. La giunta della Moratti si e’ invece schierata a favore della movida,
dei quattro balordi tossici che schiamazzano di notte sotto le camere dei
cittadini, dei quattro gatti di esercenti i quali sulla movida e sull’insonnia
dei cittadini ci mangiano sopra, e contro la stragrande maggioranza dei
residenti. I cittadini residenti, lavoratori ed elettori, gliel’hanno fatta
pagare. Giustamente.
Il flop della Lega. Inutile
chiudere il Forum di Radio Padania per tappare la bocca ai propri elettori.
Quando un elettore vota Lega si aspetta che i clandestini che tentano di
sbarcare a Lampedusa vengano ributtati a mare, anche a costo di sparargli
addosso, esattamente come fanno altri paesi dell’Occidente “progredito”. E
invece no. Ordini superiori finalizzati al melting pot globalista hanno imposto
ai dirigenti della Lega un atteggiamento moscio, falsamente umanitario. E i
clandestini, promossi al rango di profughi non si sa da cosa, continuano a
sbarcare, a centinaia, a migliaia... Chi li vuole in casa propria? Certo non
gli elettori leghisti, i quali ai dirigenti della Lega l’hanno fatta pagare.
Giustamente.
Il PDL in calo. Se ti proclami liberista e difensore delle
partite IVA e dei ceti produttivi, devi ridurre drasticamente tasse e spesa
pubblica, devi favorire la mobilita’ sociale, piu’ che riformare devi attuare
una massiccia deregulation (non cambiare le leggi, eliminale!) lasciando il
massimo spazio al libero mercato, composto da tutti noi, e riducendo al minimo
lo stato strumento delle famiglie padrone. Non vai a rompere l’anima ai liberi
professionisti, che ti hanno votato, con demenziali innovazioni tipo la riforma
ammazza avvocati di Alfano. Difendi i piccoli e i medi, autonomi e
imprenditori, dallo stato e dalle multinazionali, dalle famiglie padrone degli
stati e delle multinazionali, e dai loro lacchè di sinistra e della destra
statalista. Specie quando hai come avversario una sinistra che inneggia al
modello tedesco, un mix di tasse strangolanti la mobilita’ sociale (tassazione
dei risparmi al 26%), di falsa ripresa keynesiana guidata dai consumi (vuol
dire che si inducono le famiglie dei lavoratori a proletarizzarsi sperperando i
risparmi per comprare i prodotti inutili o dannosi offerti dalle
multinazionali), di redistribuzione della ricchezza (creata dai ceti
produttivi, rubata ai ceti produttivi tramite stato, fisco, enti previdenziali
e inflazione, e finita, tramite la spesa pubblica, nelle tasche delle famiglie
padrone e dei loro lacchè del politburò). Se questo tedesco e’ il modello di
ripresa di un PIL, misura falsa e ingannevole a uso e consumo dei gonzi
keynesianizzati, bè, allora lasciatemi in recessione ancora un pò... E gli
elettori appartenenti ai ceti produttivi l’hanno fatta pagare al PDL che non ha
mantenuto le promesse di un vero liberismo. Giustamente.
Ma attenti. La sinistra e la
destra statalista, serve delle famiglie padrone, sono ancora peggio. Vogliono
dire tasse, spesa pubblica, contributi previdenziali, inflazione, debito
pubblico, obblighi e vessazioni burocratiche, blocco della mobilita’ sociale,
clientelismo, proletarizzazione dei ceti produttivi, delle famiglie, dei
lavoratori, del popolo. E invece sono proprio le famiglie dei lavoratori che
occorre rinforzare patrimonialmente e culturalmente, contro lo stato strumento
delle famiglie padrone.
Per questo, turandosi il naso,
per il momento, occorre ancora votare centrodestra. E nei prossimi mesi, invece
di perdere tempo a guardare le partite di calcio o le offerte dei centri
commerciali, entrare nei partiti e mettersi a lottare, in primis contro i
dirigenti dei partiti stessi, perche’ democrazia vuol dire comando diretto del
popolo, e non dei lacche’ dei padroni messi lì, sopra qualche poltrona di
piccolo potere partitico, per eseguire gli ordini delle famiglie padrone.
Se non ci occuperemo di politica,
la politica si occupera’ di noi.
Proletarizzandoci.
Filippo Matteucci
Economista liberista.
Pubblicato su L'Opinione del 19 Maggio 2011
|
|
11 maggio 2011
DAL PALEOLIBERTARISMO AL LIBERISMO PRIVATISTA
DAL PALEOLIBERTARISMO AL LIBERISMO PRIVATISTA
IL PALEOLIBERTARIO di Alessandro Catanzano
" - Per la proprietà privata di ogni cosa, sasso, animale, che non sia un essere umano. - Per la tradizione in ogni sua forma - Per la libertà di circolazione su invito in un pianeta terra, oceani e mari compresi, completamente privato. - Per il diritto privato e non per il diritto pubblico. - Per la rivoluzione - nel senso astronomico del termine, cioè ritorno al punto di partenza - familiare, che riporti le famiglie, i clan, le libere associazioni al centro della società ed espella lo stato e il suo diritto corrotto e partigiano dalla vita degli uomini. - Per l'assenza di persone che impongano tasse e diano e tolgano concessioni di servizi obbligatori detti pretestuosamente pubblici, con libertà assoluta di offerta in concorrenza da parte di imprenditori. - Per la totale libertà di istruzione, non istruita da alcuno, ma da ciascuno scelta sul mercato. - Per la totale libertà di mercato di ogni bene e servizio su base volontaria tra chi compra e chi vende. - Per negare ogni tassa agli apparati militar-industriali - Per la sanità totalmente privata e ad adesione volontaria - Per meccanismi di assicurazione su base privata e volontaria - Per l'espulsione dal pianeta di ogni forma di economia pianificata - Per l'arte libera e il mecenatismo privato - Per meccanismi pensionistici totalmente privati e volontari - Per la giustizia privata, gli arbitrati, le composizioni delle controversie di fronte a giudici eletti dalle parti e a pagamento, disponibili sul mercato e apprezzati per la loro equità. - Per l'abolizione delle banche centrali e l'emissione privata di moneta basata su oro, argento o ogni altra cosa monetata dagli uomini liberi e non a corso forzoso - Per le elite naturali - Per la proprietà privata di ogni mezzo di produzione e contro il possesso pubblico di ogni mezzo di produzione - Contro ogni sovvenzione, ragionamento fiscale, incentivo statale, regolamentazione di settore, mediazione statale in economia - Per la libera impresa privata in ogni sua forma - Per il mercato nero - Per ogni intermediario privato - Per la divisione del lavoro e la specializzazione - Per le scuole naturali in ogni disciplina - Per ogni differenza e disegualianza su base volontaria - Contro ogni libertà che snaturi l'uomo, i suoi comportamenti socialmente accettati, le sue tradizioni millenarie che cambiano solo per migliorare. - Per ogni tradizione che è stata prima una novità che ha avuto successo."
Tratto da: http://privatismus.blogspot.com
DEMOCRAZIA TURNARIA - IDEE PER UN PROGRAMMA POLITICO MINIMO di Filippo Matteucci
"TURNARIETA' DELLE CARICHE PUBBLICHE
Applicazione del metodo della democrazia turnaria alle cariche politiche (soppressione delle elezioni, oggi pilotate tramite clientelismo, voto di scambio e socializzazione dei costi del consenso)
Applicazione del metodo della democrazia turnaria alle cariche dirigenziali (soppressione dei concorsi pubblici farsa)
Applicazione del metodo della democrazia turnaria alla Giustizia e all'Ordine Pubblico (soppressione dei magistrati di carriera e partecipazione di cittadini qualificati alla gestione e all'attuazione dell'Ordine Pubblico)
Per capire come funziona la democrazia turnaria leggere: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=29320 http://democraziaturnaria.splinder.com/post/22156653/democrazia-turnaria http://democraziaturnaria.splinder.com/post/22347025/la-democrazia-turnaria-e-impossibile-credici-e-vai-a-ballare
STATO MINIMO MENO STATO, PIU' MERCATO
Meno stato, perche' lo stato non siamo noi, lo stato e' contro di noi. Lo stato non e' un soggetto, ma uno strumento delle famiglie padrone contro i ceti produttivi. Piu' mercato, perche' il mercato siamo noi, tutti noi. E noi, il mercato, siamo IL BENE. Le famiglie padrone, queste famiglie padrone, queste élite innaturali ben organizzate in sette, logge, cosche, e i loro stati, sono IL MALE.
Lo stato, visto come apparato predatorio e vessatorio, comodo strumento delle famiglie padrone contro il popolo, avrà competenze ridotte al minimo, limitate alla difesa dei confini da invasioni straniere, clandestini compresi, all'Ordine Pubblico, alla Giustizia Penale, ed eventualmente alla Sanità. La riduzione dello strapotere dello stato si ottiene tramite:
RIVOLUZIONE FISCALE
DRASTICA DIMINUZIONE DELLA TASSAZIONE Eliminazione delle imposte sul reddito, sostituite da una blanda imposta sul patrimonio (con deducibilità dell'inflazione dall'imponibile) Eliminazione dei contributi previdenziali obbligatori Eliminazione delle imposte sui trasferimenti immobiliari Eliminazione delle imposte sul risparmio
DIMEZZAMENTO DELLA SPESA PUBBLICA ottenibile in primo luogo tramite lo smantellamento dei due grandi baracconi statali: gli enti pubblici previdenziali e la pubblica istruzione. Gli enti pubblici previdenziali vennero istituiti da Mussolini, un servo delle famiglie padrone della grande industria e della grande proprietà terriera, quindi non certo per il bene del popolo, ma per depredare i risparmi delle famiglie dei lavoratori, dei ceti produttivi. La scuola di stato venne istituita non per l'elevazione del popolo ma unicamente in funzione anticristiana, per togliere alla chiesa il monopolio dell'educazione, e poter così instillare fin dall'infanzia nei figli del popolo relativismo e ateismo.
ADOZIONE DI UNA MONETA D’ORO O RIGIDAMENTE ANCORATA ALL’ORO - a tutela dei risparmi delle famiglie contro la depredazione dei risparmi stessi effettuata dalle famiglie padrone tramite l’inflazione della carta moneta; - per rendere possibile la mobilità sociale, oggi impedita dalla svalutazione dei risparmi accumulati.
RAFFORZAMENTO DELLE FAMIGLIE DEL POPOLO NEI CONFRONTI DELLO STATO La famiglia, soggetto di diritti e di responsabilità, come centro dell'esistenza e strumento di forza degli individui e dei ceti produttivi, contro lo stato strumento delle famiglie padrone e dei ceti parassitari. Divieto di intromissione dello stato nelle questioni familiari. Soppressione del giudice tutelare, sostituito da un consiglio di famiglia. Responsabilità familiare, penale e civile, del coniuge e dei parenti in linea retta di primo grado.
QUALITA' DELLA VITA E VIVIBILITA' DELLE CITTA'
ORDINE PUBBLICO DI QUARTIERE Libero porto d'armi per la difesa contro chiunque della propria famiglia e della proprietà privata. Normativa antisbandati e antimovida, forte aggravamento di pena per il disturbo al riposo delle persone e l'ubriachezza molesta, divieto di inquinamento acustico, unificazione dei vari corpi delle forze dell'ordine in un'unica arma, ausiliato da ronde volontarie di cittadini. Divieto di prostituzione in strada, riapertura delle case chiuse con obbligo di gestione cooperativa da parte delle stesse prostitute. Workhouse coatte per i cittadini degradatisi a clochard o ad accattoni.
ORDINE PUBBLICO STRADALE Per la guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di stupefacienti: ritiro pluriennale o perpetuo della patente, condanna per lesioni o omicidio dolosi.
LIBERALIZZAZIONE DEGLI STUPEFACIENTI Per togliere ogni possibilità di profitto alle famiglie padrone delle organizzazioni criminali, liberalizzazione di produzione, commercio e uso privato degli stupefacienti. Pene severissime, con ritiro pluriennale o perpetuo della patente, per lo stato di alterazione da stupefacienti e di ubriachezza in luogo pubblico.
PROBITA' NELLE RELAZIONI SOCIALI E NEI COMMERCI Reato di falso in bilancio con pene severissime e interdizione perpetua dai commerci. Eliminazione dei principi generali del favor rei (interpretazioni della legge favorevoli al delinquente) e del favor debitoris (interpretazioni della legge favorevoli al debitore che non paga i suoi debiti). Tutela creditoria efficace con immediato spossessamento dei beni del debitore insolvente e loro vendita in unica asta in tempi brevissimi. Sostituzione per quanto possibile della giustizia pubblica civile con arbitrati privati."
Tratto da : http://democraziaturnaria.splinder.com/
|
|
5 aprile 2011
COME PERDERE I VOTI DEI LIBERI PROFESSIONISTI
COME PERDERE I VOTI DEI LIBERI
PROFESSIONISTI
RIFORMISMO CONTRO IL
POPOLO: OBBLIGHI DIVIETI TASSE CONTRIBUTI
E... FORMAZIONE!
Sembra che i nostri politici
vogliano fare di tutto per perdere le prossime elezioni. Non bastava l’autogol
del nucleare, che nessuno vuole. Non bastava la chiusura dell’accesso al lavoro
per i tanti docenti precari. Non bastava la fiacca politica di respingimento
dei Tunisini, con cedimenti a ricatti e taglieggiamenti (tanto paghiamo
noi...). Non bastava nemmeno una riforma della giustizia che non interessa a
nessuno, e quel processo breve salvadelinquenti che si presenta come il
contrario di cio’ che vuole il popolo.
I nostri politici vanno anche a rompere
le uova proprio al loro miglior elettorato, i ceti produttivi, a quei tantissimi
liberi professionisti che LIBERI vogliono continuare a essere.
La rivolta generalizzata degli
avvocati, dei praticanti avvocati e degli studenti di giurisprudenza contro la
medioevale e assurda riforma forense ammazzavvocati di Alfano e del CNF, la
riforma pro casta, pro baroni, dimostra che il suicidio elettorale sembra
essere lo sport preferito dei nostri politici, e che forse e’ il caso di
SOSTITUIRLI con altri che portino avanti la nostra volonta’ e non i loro
interessi e quelli delle lobby baronali.
Oggi il termine “riformare” è
divenuto sinonimo di “depredare”, ovvero imporre al popolo nuovi obblighi,
divieti, tasse, contributi, pagamenti: si cambia in peggio per meglio asservire
il popolo.
Alcuni tipici strumenti di questo
riformismo antipopolare sono:
- gli obblighi di assicurazione:
servono a impoverire il popolo e ad arricchire le grandi multinazionali
assicurative;
- gli obblighi di formazione, sia
prima che dopo l’accesso all’attività lavorativa: servono a foraggiare i
parassitari enti, istituti, associazioni ecc., sia pubblici che privati, che
esercitano una pseudo attività di formazione, e nello stesso tempo servono
anche ad abituare gli obbligati a obbedire;
- le illiberali barriere e i
numeri chiusi per l’accesso sia all’istruzione che ad arti, professioni e
mestieri, ivi compresi i vari esami di stato: servono a riservare le attività
piu’ comode e lucrative solo alle famiglie padrone o ai loro lacchè piu’
fidati;
- le soffocanti e inattuabili
normative in tema di lavoro, di infortuni, di standard qualitativi di
macchinari, edifici, impianti, ivi compresi gli obblighi di revisioni e
collaudi periodici: servono a impoverire il contenuto del diritto di prorpietà
privata e a strangolare l’iniziativa e l’attività economica di chi si pone in
concorrenza con le imprese delle famiglie padrone;
- i soffocanti obblighi e controlli
fiscali, ivi compreso l’obbligo di aprire quei conti correnti dedicati che
vanno ad arricchire le grandi banche...
Come disse Berlusconi: “SE TU NON
TI OCCUPI DI POLITICA, LA POLITICA SI OCCUPERA’ DI TE”.
credo che ben capite COME...
era ovvio che l'obbligo di
formazione continua era il primo passo:
serviva a saggiare le nostre
divisioni, la nostra disorganizzazione, il nostro ottuso individualismo, la
poca comunicazione tra noi,
serviva ad abituarci a obbedire,
come tanti cagnolini, come tanti scolaretti.
Ora passano al sodo, vogliono
DEPREDARCI ED ASSERVIRCI.
http://www.facebook.com/home.php?sk=group_209275772416827
(...ADERITE...)
http://www.facebook.com/topic.php?topic=15261&uid=40009317333
La riforma Alfano contro
l'avvocatura, contro gli studi medio piccoli, contro i giovani avvocati, contro
i praticanti e gli studenti di giurisprudenza, NON DEVE PASSARE!
Facciamo si’ che l’obbligo di
formazione continua si trasformi in un boomerang contro chi ce l’ha imposto.
Approfittiamo degli incontri per
la formazione permanente , incontri COATTI, AI QUALI CI OBBLIGANO contro la
nostra volonta’, per trasformarli in assemblee democratiche CONTRO CHI CI VUOLE
DEPREDARE E ASSERVIRE, e contro qualsiasi organo di vertice CHE NON CI
RAPPRESENTA E TRADISCE IL NOSTRO MANDATO e la nostra volonta'.
STA A NOI SAPERCI ORGANIZZARE,
ESSERE CAPACI DI FARCI SENTIRE.
Non vogliamo vivere percorrendo
dei binari che altri hanno preparato per noi e contro di noi: vogliamo essere
padroni della nostra vita, del nostro lavoro, del nostro guadagno, delle
tradizioni proprie delle nostre famiglie, del NOSTRO MODO DI PENSARE, DI
CONCEPIRE LA SOCIETA' E LA VITA.
Contro questo stato, contro le
famiglie padrone di questo stato.
Filippo Matteucci
Dai vari numerosissimi e consistenti gruppi anti riforma Alfano su Facebook:
COSA PREVEDE LA RIFORMA CONTRO GLI
AVVOCATI
- l' impossibilità
all'abilitazione per chi non passa i test d'ingresso e chi non possa
frequentare le scuole solo forensi a pagamento e per non meno di 250 ore annue
- art . 41 e art 42 Riforma (Ai fini dell’iscrizione nel registro dei
praticanti è necessario il superamento di un test di ingresso, da svolgersi
periodicamente con modalità informatiche presso la sede dei Consigli degli
Ordini Distrettuali" e "Il tirocinio, oltre che nella pratica svolta
presso uno studio professionale, consiste altresì nella frequenza obbligatoria
e con profitto, per un periodo non inferiore a ventiquattro mesi di corsi di
formazione a contenuto professionalizzante tenuti esclusivamente da ordini e
associazioni forensi" e "c) la durata minima dei corsi di formazione,
prevedendo un carico didattico non inferiore a duecentocinquanta ore per
l’intero biennio; d) le modalità e le condizioni per la frequenza dei corsi di
formazione da parte del praticante avvocato nonché quelle per le verifiche
intermedie e finale del profitto, che dovranno essere affidate ad una
commissione composta da avvocati, magistrati e docenti universitari, in modo da
garantire omogeneità di giudizio su tutto il territorio nazionale)" .
Ad oggi non esiste alcuna barriera
per concludere proficuamente la pratica forense essendo solo necessario
frequentare uno studio professionale ( senza spese o esami di sorta)
- esami previa preselezione e solo
con codici NON commentati Art. 44 (Disposizioni generali) "1. L’esame di
Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato può essere
sostenuto soltanto dal praticante avvocato che abbia effettuato il tirocinio
professionale, che non abbia compiuto cinquanta anni alla data di scadenza del
termine previsto per la presentazione della domanda di partecipazione e che
abbia superato la prova di preselezione informatica di cui all’articolo
45..." e art 46 . "La prova scritta si svolge col solo ausilio dei
testi di legge senza commenti e citazioni giurisprudenziali"
Ad oggi non esiste alcuna barriera
per arrivare all'esame professionale ed è possibile utilizzare in sede di esami
gli indispensabili codici commentati con le sentenze giurisprudenziali
- cancellazione di fatto del
patrocinio legale "autonomo" (si potrà solamente sostituire il
titolare di studio nelle sua cause) (art 41 Riforma) ("Nel periodo di
svolgimento del tirocinio il praticante avvocato, decorso un anno
dall’iscrizione nel registro dei praticanti, può esercitare attività
professionale solo in sostituzione dell’avvocato presso il quale svolge la
pratica e comunque sotto il controllo e la responsabilità dello stesso, in
ambito civile di fronte al Tribunale e ai giudici di pace, e in ambito penale,
nei procedimenti che in base alle norme vigenti anteriormente alla legge 16
luglio 1997, n. 254 rientravano nella competenza del Pretore"
Ad oggi dopo un anno è possibile
avere il patrocinio legale che dà la possibilità di guadagnare autonomamente
con cause proprie per ben sei anni in attesa di superare l'esame professionale
- obbligo di presentare agli orali
ordinamento e deontologia forensi e le materie più difficili (oggi solo
facoltative) come diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile,
diritto processuale penale più due altre materie facoltative (art 46 Riforma
"........ in una prova orale in forma di discussione con la commissione
esaminatrice, durante la quale il candidato dovrà illustrare la prova scritta,
e dimostrare la conoscenza delle seguenti materie: ordinamento e deontologia
forensi, diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto
processuale penale; oltre ad altre due materie, scelte preventivamente dal
candidato, tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo,
diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario ed internazionale
privato, diritto tributario")
Ad oggi è possibile presentare
solo materie molto semplici come diritto internazionale privato, diritto
comunitario etc
- non si potrà sostenere l'esame
dopo più di 3 bocciature (Art 43 Riforma) ("Il Consiglio dell’ordine
presso il quale è compiuto il biennio di tirocinio rilascia il relativo
certificato che consente di partecipare alla prova di preselezione informatica
per l’ammissione all’esame di Stato per le tre sessioni immediatamente
successive, salvo il diritto di ripetere il biennio di tirocinio al fine del
conseguimento di un nuovo certificato di compiuta pratica")
Ad oggi non esiste alcun limite
- non potrà sostenere l'esame chi
ha 50 anni
Ad oggi non esiste alcun limite
Per quelle poche centinaia di
fortunatissimi nuovi avvocati l'anno in tutta Italia (ad oggi la percentuale di
promossi all'esame forense è già la più bassa tra tutte le "libere"
professioni con appena il 35% degli idonei ogni anno) sarà anche previsto che:
-VERRÀ CANCELLATO (CON UNA NORMA
EVIDENTEMENTE INCOSTITUZIONALE) DALL'ALBO DEGLI AVVOCATI CHI NON RAGGIUNGERA'
UN LIMITE MINIMO DI REDDITO PROFESSIONALE DECISO DAGLI ORDINI E/O CHI NON
VERRA' DAGLI ORDINI RITENUTO ESERCITANTE LA PROFESSIONE IN MODO CONTINUATIVO
(Art 19 riforma).
------------------------
Riportiamo anche lo scritto
dell'UGAI e ringraziamo.
UNIONE GIOVANI AVVOCATI ITALIANI
AVVOCATI CONTRO LA RIFORMA
“ALFANO-CNF”
NO ALL’IMMEDIATA CANCELLAZIONE
DALL’ALBO DEGLI AVVOCATI PER REDDITO PROFESSIONALE SOTTO IL MINIMO (Art 19)
NO ALL’ ABOLIZIONE
DELL’ABILITAZIONE AUTOMATICA PER LA CASSAZIONE A DANNO DEI GIOVANI AVVOCATI
(Art 20)
NO AI CONTROLLI “FISCALI” SUGLI
AVVOCATI DA PARTE DEGLI ORDINI D’INTESA CON GLI UFFICI FINANZIARI (Art 19)
NO AI PRATICANTI SOLO “PART TIME”
NEGLI STUDI LEGALI DURANTE IL TIROCINIO A CAUSA DELLE SCUOLE POST- LAUREA A
PAGAMENTO (ART. 42)
NO ALL’AVVOCATURA POSSIBILE
“OSTAGGIO” DELLE COMPAGNIE DI ASSICURAZIONE CIVILE E DELLE AZIONI DI
RISARCIMENTO DEI CLIENTI (Art.11)
NO AD ESAMI E SPESE COATTIVE PER
AVERE LE SPECIALIZZAZIONI (Art. 8)
NO ALLA FORMAZIONE COATTIVA “A
SPESE” DEGLI AVVOCATI (Art. 10)
|
|
27 febbraio 2011
MARIO DRAGHI E I TASSI DI INTERESSE
Il
Governatore della Banca d’Italia Draghi ha intelligentemente riconosciuto che i
bassissimi tassi di interesse, i più bassi da almeno due secoli, non hanno
avuto alcun effetto benefico sull'economia e sulla ripresa.
Cito
testualmente dal suo ultimo intervento al 17° Congresso AIAF - ASSIOM FOREX,
visibile per intero qui:
http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2011/forex-26022011/Draghi_260211.pdf :
“D’altronde, tassi
reali a breve
termine ampiamente negativi,
come quelli osservati negli
ultimi due anni, non sono stati sufficienti a rialzare le prospettive di
crescita delle economie meno dinamiche.”
“Nei
primi nove mesi dello scorso anno gli utili dei cinque maggiori gruppi [bancari
italiani] si sono ridotti dell’8 per cento rispetto allo stesso periodo del
2009; il rendimento del capitale e delle riserve, espresso su base annua, è
sceso sotto il 4 per cento. Il margine d’interesse è sceso in due anni dal 2,0
allo 0,9 per cento del totale dell’attivo, a causa del rallentamento dei volumi intermediati e del calo
del mark-down sui
depositi a vista determinato
dal basso livello
dei tassi d’interesse.”
“A beneficio della crescita di tutta l’economia andrebbe
un assetto normativo ispirato, pragmaticamente, all’efficienza del sistema.
Se la legislazione non è trasparente, di qualità, stabile, se gli oneri amministrativi non sono
proporzionati alle attività che
si devono regolare,
l’economia alla lunga
declina.”
Da anni
io sostengo che abbassare il tasso di interesse non porta alcun vantaggio per
le economie avanzate, anzi troppo spesso arreca danni seri e irreparabili sia
al sistema economico sia al tessuto sociale.
Ricordo
questo mio articolo di quasi sei anni fa, pubblicato su Società Libera del 29
Settembre 2005, qui:
http://www.societalibera.org/it/documdi/documdi_20050929_matteucci.html
che posto qui sotto per
comodità del lettore.
Forse
qualcuno troppo abituato a giocare con formulette econometriche avrebbe tratto
beneficio da una sua lettura, magari attenta e seguita da una responsabile
riflessione...
“Effetti della manovra sul tasso di interesse
Col presente articolo intendo
svolgere alcune considerazioni, assolutamente non sistematiche, sulle
conseguenze delle manovre sul costo del denaro, considerazioni che si
inquadrano tuttavia nella critica ai fautori di un’economia di carta; mi
riferisco con tale locuzione agli epigoni delle antiliberiste scuole keynesiane
o neokeynesiane, a coloro che sognano di poter creare ricchezza dal nulla,
ricorrendo alla spesa pubblica, al debito pubblico, a interventi e interferenze
di uno stato onnipresente su variabili economiche non reali ma meramente
contabili o monetarie.
Gli
effetti di una manovra, al rialzo o al ribasso, sui tassi di interesse (1)
ricadono principalmente su due grandezze macroeconomiche: il tasso di cambio
della valuta nazionale e la domanda interna. Tralascio per brevità altri
effetti secondari.
Per quel che concerne gli effetti
sul tasso di cambio, è ovvio che maggiori rendimenti del denaro imprestato e,
di conseguenza, maggiori rendimenti dei titoli di stato (2) attraggono capitali
esteri. La maggiore domanda di bond da parte di soggetti esteri, porta a una
maggiore domanda estera della valuta in cui quei bond sono emessi, provocando
un rialzo del tasso a cui quella moneta è scambiata con altre valute. Una diminuzione
del costo del denaro ha naturalmente effetti inversi.
Contestazioni radicali vanno
invece avanzate contro le supposizioni dell’ortodossia statalista sugli
ulteriori effetti che il rafforzamento o il deprezzamento di una valuta nei
confronti delle altre ha sul prodotto interno e sul reddito. Cominciamo col
fare dei distinguo basati sul tipo di economie prese in considerazione. Paesi
che producono merci di fascia bassa, tecnologicamente mature od obsolete, di
bassa qualità, si affannano ad alimentare le loro esportazioni con svalutazioni
competitive della loro moneta. Le altre nazioni che importano tali beni sono
così invogliate all’acquisto dal fatto di pagare poco, con le loro monete più
forti, tali merci. Una moneta nazionale svalutata fa sì, perciò, che i prodotti
di quel paese costino di meno all’estero, e si vendano di più. La diminuzione
del costo del denaro e la conseguente svalutazione della moneta possono quindi
costituire una strategia percorribile per i paesi che esportano prodotti ad alto
contenuto di lavoro e di materie prime nazionali, soprattutto se tali paesi
sono ai primordi dello sviluppo economico, sempre tuttavia a non voler
considerare il depauperamento delle risorse interne e la sottoremunerazione dei
lavoratori che a tale strategia conseguono.
Ben diverso è il discorso per le
economie di trasformazione, che esportano cioè prodotti ad alto contenuto di
materie prime importate. In tali paesi, le svalutazioni competitive della
moneta comportano momentanei e illusori miglioramenti della bilancia
commerciale (3), della domanda estera e del prodotto interno, miglioramenti che
svaniscono come fumo non appena le imprese devono ricostituire le loro scorte
di materie prime riacquistandole all’estero a prezzi resi più cari dalla svalutazione
della moneta con cui comprano (4). Gli effetti della spirale inflazionistica
che tale manovra provoca sui prezzi sia interni che esteri dei beni prodotti in
tali paesi sono una realtà storicamente e tristemente più che provata: ne sa
qualcosa l’Italia. Ma la svalutazione competitiva ben si addice alle economie
di carta perseguite dagli economisti neokeynesiani, le cui teorie vorrebbero
sostituire, come causa di incremento delle esportazioni, un effetto da
illusionisti, il momentaneo calo dei prezzi all’estero dei prodotti da
esportare indotto dalla svalutazione della moneta, a un fattore concreto e
reale, la qualità e la competitività tecnologica dei prodotti nazionali. Una
delle riprove storiche di quanto affermo è rinvenibile nella Germania dell’epoca
di Kohl: il marco tedesco era la moneta forte mondiale, quasi un bene rifugio,
i prodotti tedeschi all’estero erano nettamente più cari di quelli dei paesi
esportatori concorrenti, eppure la Germania esportava a spron battuto, perché i
suoi prodotti erano tra i migliori, e gli acquirenti di tutto il mondo li
richiedevano (5).
Sintetizzando, e riferendomi alle
sole economie avanzate di trasformazione, esporta quel sistema – paese che
produce beni di qualità migliore e riesce così a conquistare la fiducia dei
consumatori, interni ed esteri; e non quel sistema – paese che, ricorrendo a
forzate diminuzioni del costo del denaro e conseguenti svalutazioni
competitive, affossa la propria moneta distruggendo la ricchezza liquida dei
propri cittadini (6). Inutile ricordare che l’intera area dell’euro è
un’economia avanzata di trasformazione.
Veniamo agli effetti sulla domanda
interna, anch’essa componente del prodotto interno e del reddito, al pari di
quella estera. I teorici statalisti e antiliberisti delle economie di carta
sostengono che la diminuzione del costo del denaro invoglierebbe gli
imprenditori a investire, potendo questi ultimi prestarsi soldi dal sistema
finanziario e creditizio a un tasso inferiore. La spesa per investimenti così
generata avrebbe un effetto moltiplicatore su tutto il sistema economico,
creando prodotto interno e reddito nazionale. Ugualmente, i consumatori
sarebbero indotti a risparmiare di meno, visto il minor rendimento dei loro
risparmi, e a spendere di più, magari comprando a rate quando i risparmi non ci
sono. Tale aumento dei consumi incrementerebbe a sua volta la domanda interna.
A fronte di tali ottimistiche aspettative c’è la realtà di megasistemi
economici, quali l’area dell’euro e il Giappone, con tassi reali di interesse negativi
(7) ed economie in stagnazione da anni. Come mai in tali aree economiche la
domanda, gli investimenti, i consumi non ripartono? A questi tassi di
interesse, i più bassi del secolo, queste economie avrebbero dovuto schizzare
in alto come uno Shuttle dalla sua rampa di lancio. Invece gli unici fenomeni
economici che si riscontrano in tali aree, oltre alla stagnazione, sono una
bolla speculativa immobiliare e una perdita del potere di acquisto delle
famiglie, con difficoltà per le stesse ad arrivare alla fine del mese.
Eppure la risposta a tale
apparente stranezza è evidente, e non la si vede solo se non la si vuol vedere:
le possibilità economiche delle famiglie sono decimate dal calo dei rendimenti
dei loro risparmi e dall’aumento dei costi per le abitazioni. Le famiglie si
tengono ancora più stretti i loro risparmi, non consumano, non domandano i
prodotti che le imprese offrono. Gli imprenditori di conseguenza non investono:
poco importa se a me imprenditore la banca presta a poco i soldi per ampliare la
mia impresa e produrre di più, quando non avrei nessuno disposto a comprare
questo surplus aggiuntivo di prodotti. E quindi la domanda interna non cresce.
Cresce invece a dismisura il prezzo degli immobili, perché, visto il rendimento
reale negativo di depositi e obbligazioni, la gente investe i propri risparmi
nel mattone. E chi non ha risparmi è comunque invogliato dal bassissimo costo
dei mutui ad acquistare anch’egli immobili, prestandosi il denaro necessario.
Gli immobili sono infatti un investimento sicuro, visto che la pressione degli
immigrati extracomunitari tiene su la domanda di case, in proprietà o in
affitto, e impedisce odierne e future diminuzioni del loro prezzo.
E’ quindi ora evidente ciò che
voglio sostenere: nei paesi avanzati, ricchi, dove i residenti sono possessori
di piccole e grandi ricchezze mobiliari, il rendimento del denaro, dei
risparmi, prima di essere un costo per le imprese indebitate, è una componente
basilare, sia in senso materiale che psicologico, del reddito delle famiglie.
Una diminuzione del rendimento del denaro produce una flessione dei consumi, a
mio avviso ben più pesante dell’altra conseguenza, peraltro estremamente
teorica, di tale diminuzione, e cioè l’aumento degli investimenti delle
imprese.
Sottolineo che analogo effetto
depressivo sui consumi delle famiglie, e di conseguenza sull’intera economia,
ha un aumento della tassazione sui redditi finanziari, incidendo anch’essa
sulle possibilità di reddito e di spesa delle famiglie. L’erario di stati con
un elevato debito pubblico, come l’Italia, beneficia sì, in caso di bassi tassi
di interesse, di un minor esborso di spesa per interessi sul debito, ma a tutto
svantaggio delle tasche dei cittadini risparmiatori, che hanno prestato quei
soldi allo stato investendo in BOT, CCT e BTP; l’effetto è lo stesso di una
maggiore tassazione proprio sui risparmi.
Non sono certo questi giochi (8)
su variabili monetarie e contabili, su tassi e tasse, sull’ultima bidonata da
rifilare a investitori e risparmiatori che salveranno l’Europa dall’attuale
decadenza. Penso invece che il problema sia un problema di qualità. Qualità di
certa imprenditoria, troppo abituata a sussidi di stato, bassa tassazione
effettiva sui redditi d’impresa, frequente ricorso al nero (9). Qualità della
classe dominante, dei c.d. “poteri forti” assistiti (10), delle famiglie
dominanti, più use allo sfruttamento del resto del paese (11) che ad acquisire
capacità, meriti, successi sul campo e virtù. Qualità dell’apparato
amministrativo, elefantiaco generatore di debito pubblico, di sprechi
incontrollati, causa di prelievo fiscale eccessivo, clientelare datore di
lavoro di milioni di dipendenti pubblici scarsamente produttivi. Qualità dei
lavoratori, poco inclini a riqualificare le loro labour skills e i loro stili
di vita, come la competizione globale richiederebbe.
In Italia, in particolare, troppa
gente vuol vivere sulle spalle degli altri, in modo lecito o illecito,
pretendendo il ricorso alla tassazione o al pizzo. Ovvio che in un tale
scenario non edificante, chi può cominci a guardarsi intorno: il mondo è vasto,
e altri paesi possono offrire qualità di vita, sicurezza, tranquillità (anche
fiscale) ben maggiori.
Note:
(1) Il tasso di interesse altro
non è che il costo del denaro per chi si indebita, e il rendimento dei soldi
dati in mutuo per chi li presta.
(2) I titoli di stato sono titoli rappresentativi di soldi prestati
allo stato.
(3) Ma con movimenti di capitali in fuga verso l’estero.
(4) Non rientrano invece i
capitali fuggiti all’estero: i capitali hanno una memoria da elefante e, una
volta scottati da svalutazioni e tassazioni, difficilmente ritornano da chi li
ha traditi.
(5) Ovviamente, il riferimento a Kohl astrae completamente dal colore
politico dell’allora cancelliere tedesco. Oggi, in Europa, non è rilevante il
credo politico professato dagli amministratori pubblici. Occorre invece capire
quali diverse alleanze (o cosche, come le chiama Briatore) tra famiglie padrone
di multinazionali o di grandi imprese finanzino e diano ordini a questo o a
quel politico. E per saperlo basta informarsi sullo yacht di chi il tale
ministro ha passato le ferie. Il tutto detto senza alcuna ironia.
(6) E’ singolare e indicativo che i mass media vogliano farci credere
che tali svalutazioni vengono effettuate non solo a favore degli imprenditori
ma anche e soprattutto a favore dei lavoratori, quando in realtà sono proprio i
risparmi e il potere d’acquisto dei lavoratori e degli anziani che vengono
distrutti e mandati in fumo dall’inflazione che ne consegue.
(7) Tasso reale negativo vuol dire
che chi presta soldi ha un rendimento inferiore all’inflazione, cioè alla
perdita di potere d’acquisto dei soldi prestati, e quindi sta rimettendoci. Sta
anche pagando una tassa allo stato, visto che l’inflazione è di fatto una
tassa. Naturalmente mi riferisco all’inflazione reale, non ai dati dell’ISTAT,
cui non crede più nessuno.
(8) Giochi i cui registi sono sclerotici e ben conosciuti “poteri
forti”, miranti come sempre solo ai loro momentanei interessi, a scapito degli
altri cittadini.
(9) Occorre distinguere: la
qualità la troviamo nella piccola e media impresa, non nella grande impresa
assistita, usa com’è quest’ultima a fare e disfare i governi e a ripianare i
bilanci in rosso coi soldi dei contribuenti. D’altra parte, proprio quelli che
hanno fatto fortuna sfruttando il lavoro sommerso per fabbricare i loro
prodotti a bassa tecnologia, senza mai pagare una lira di tasse, oggi, uscendo
in yacht dal guscio delle loro province, si ergono a moralizzatori del sistema e
a tartassatori di risparmiatori e investitori.
(10) Poteri forti la cui esistenza viene affannosamente negata proprio
da quei partiti, di vari ed opposti colori politici, da tali poteri oggi
finanziati; poteri forti a cui fa profitto controllare non i mercati ma gli
stati; poteri forti a cui fa paura non la piazza o il sindacato ma solo la più
sfrenata libera concorrenza.
(11) Vedasi le recenti pretese di aumentare la tassazione sui risparmi
degli altri cittadini.”
Chi volesse approfondire
ulteriormente l'argomento può leggersi il mio "Principi di economia
privatista" qui:
http://www.finanzaediritto.it/articoli/principi-di-economia-privatista-4096.html
Il Cavaliere Premier farebbe
meglio a contornarsi di validi e pragmatici economisti, invece che di equivoche
e inutili ballerinette.
Avv. Filippo Matteucci
Economista liberista
|
|
26 giugno 2010
NO TAX ON FINANCIAL TRANSACTIONS
NO TAX ON FINANCIAL TRANSACTIONS
The speculation allows and makes possible the best price for the final
user and makes markets more efficient and transparent: this is an economical
law, but interested parasites have made the brainwashing to the people
persuading the inexperts to think the opposite one. The speculation is an occasion, an opportunity FOR ALL (anyone
can invest in a fund) for make small earnings and it must be therefore boosted,
because it produces wealth, and not be taxed.
NO TAX IS EVER IN FAVOUR OF THE PEOPLE, ALL TAXES ARE AGAINST THE
PEOPLE.
The state does not resolve the problems, the state is the problem
(Ronald Reagan).
From over a century the fiscal pressure did only ascend, robbing
citizens, workers, families, unbalancing the market, twisting the free
competition, subsidizing patron-and-client, parasitic, oppressive unwieldly
bureaucratic organizations.
Today absolutely we should invert such tendency: no new tax should be
created, no present tax should be increased, all the present taxes should be
decreased and/or abolished.
ANY STATE’S MASTER, RULER, POTENTATE WICH IMPOSES A NEW TAX OR INCREASES
AN EXISTING TAX IS A TYRANT AND A ROBBER, INDEPENDENTLY FROM WHO AND WHAT HE’S
GOING TO TAX.
THE ULTRARICHES, THE FAMILIES MASTER AND OWNER OF THE STATES, DO NOT
ESCAPE TAXES, BUT COLLECT THEM.
The savings of the citizens are already taxed heavily by the
inflation.
A further taxation on the savings and/or on the revenues of savings is
iniquitous and predatory.
Inflation is one of the more heavy taxes, hitting the savings and the
purchasing power of the citizens.
Inflation is used for finance piloted public expences, printing new
paper money that inflates present paper money, that is to say the liquidity
owned by citizens.
The families of saving worker people come so impoverished, and their
wealth, their purchasing power robbed by inflation goes to enrich the families
of the beneficiaries of the public expence, beneficiaries arbitrarily
designated.
Instead is good and right that the wealth that every family should have
is determined by the merits, virtue, intelligence, cautiousness, probity of
that family, and not by who controls the state, the tax authorities, the public
expence and the coin of money.
Only a golden money or a gold-linked money would preserve the savings
and the purchasing power of the citizens, of the productive classes.
For all this:
NO TAX ON SAVINGS AND ON THE REVENUES FROM SAVINGS
NO TAX ON PERSONAL FINANCE INVESTMENTS
NO TAX ON BONDS, STOCKS, YIELDS, DIVIDENDS AND CAPITAL GAINS.
NO TAX ON FINANCIAL TRANSACTIONS
Filippo Matteucci
Italian Privatist Economist
for Global Free Trade
Join the Group!
NO TAX ON SAVINGS – NO ALLA
TASSAZIONE DEL RISPARMIO
http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=245286314868&ref=ts
For reading:
http://epistemes.org/2008/01/10/dieci-buone-ragioni-per-non-tassare-le-rendite/
Articolo
di Benedetto Della Vedova, Piercamillo Falasca e Mario Seminerio
http://www.tradersxsempre.com/public/forum/index.php?showtopic=1253&pid=135606&mode=threaded&start=
(intervento
di Luciano Priori Friggi)
http://www.lewrockwell.com/block/block160.html
(articolo
di Walter Block)
http://www.lewrockwell.com/paul/paul334.html
(articolo
sull’Inflation Tax di Ron Paul)
http://www.clubeconomia.it/articoli/articolo.php?id=553
(articolo
di Gian Battista Bozzo)
http://www.libertiamo.it/2010/01/12/teso-a-boeri-ma-esistono-le-rendite/comment-page-1/#comment-10224
(articolo
di Adriano Teso)
http://www.italia-risparmio.it/finanza/rendite_finanziarie_ipotesi_sugli_effetti_di_un_aumento_di_tassazione.php
(articolo
mio)
http://www.fff.org/freedom/0293c.asp
(articolo
di Victor Niederhoffer)
Proprietà
privata e proprietà pubblica dello stato in Hans-Hermann Hoppe
http://www.filosofiapolitica.net/showArticle.asp?ID=03-02-09-Hoppe&IDArea=2&dateReview=03-02-2009&typeMenu=0&showMenu=true
e
Principi
di economia privatista
http://www.finanzaediritto.it/articoli/principi-di-economia-privatista-4096.html
Wikipedia
– Mobilità sociale
http://it.wikipedia.org/wiki/Mobilit%C3%A0_(sociologia)
www.hanshoppe.com
www.libertarianism.com
www.lp.org
http://democraziaturnaria.splinder.com
www.libertarian.co.uk
http://mises.org
Due
parole sul sistema fiscale
http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/08/cosa-serve-la-crisi-finanziaria-parte-2.html
http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/05/il-sistema-in-cui-viviamo-il-sistema.html
www.ronpaul.org
http://propertyandmarket.ilcannocchiale.it/
|
|
|
|
|
|